Tra i più fragili in mezzo a noi ci sono le persone con disabilità.

Alcune di loro sperimentano un rifiuto, basato sull’ignoranza o basato sui pregiudizi, che li trasforma in emarginati.

Le istituzioni civili devono sostenere i loro progetti attraverso l’accesso all’educazione, all’occupazione e agli ambiti in cui si esprime la creatività.

C’è bisogno di programmi, di iniziative, che favoriscano l’inclusione.

Soprattutto, c’è bisogno di cuori grandi che siano disposti ad accompagnare.

Si tratta di cambiare un po’ la nostra mentalità per aprirci ai contributi e ai talenti di queste persone con diverse abilità, sia nella società che nella vita della Chiesa.

E quindi, creare una parrocchia completamente accessibile non significa solo eliminare le barriere fisiche, ma anche capire che dobbiamo smettere di parlare di “loro” e cominciare a parlare di “noi”.

Preghiamo perché le persone con disabilità siano al centro dell’attenzione della società, e le istituzioni promuovano programmi di inclusione che valorizzino la loro partecipazione attiva.

Francesco

Comunicato Stampa – Riflessioni sulle intenzioni di preghiera 2023